La storia di Gingerina

Risale al 2002-2003 il mio primo incontro con una macchina da cucire, era una Singer e la comprò la mia nonna malefica per fare quei piccoli lavoretti che ci son da fare in casa.
Mi ricordo che provai a infilara e venne uno schifo, tutto il filo aggrovigliato di sotto.
Arrivò mio padre (mini-curriculum: meccanico,pompiere,camionista, segretario dell’ufficio complicazioni affari semplici e a perditempo suonatore di tromba) e mi dice:
“varda qua, si fa così e così”
Prende l’asciugamano cui dovevo fare l’orlo e zig-zag me lo sistema tutto.
AH. penso.
Lui dice: “aggiustavo sempre la macchina da cucire di tua madre e ho dovuto imparare a usicchiarla per poterlo fare”.
Con quella macchina feci la prima borsetta in assoluto: Rossella!
Dovevo andare a un matrimonio e decisi che con gli avanzi della stoffa della gonna che mi fece la sarta (una roba da veci) ci ricavavo l’accessorio per eccellenza.
E dal nulla venne fuori questarossella-

il tutto mentre la spora si cuciva un corpetto in seta cinese.
a vederla sembra perfetta, ma l’unica cosa è che non gli feci la chiusura e tutt’ora uso delle spille da balia che mi capitano sotto mano.
a seguire vennero create queste borse:

tubino Tubino, ricavato da un paio di pantaloni

rotolosa
Paffutella, nacque da una stoffina trovata in un mercatino di scampoli e da un pezzo di compensato di un plastico della spora, ancora mi rimprovera che ho buttato via il plastico semidistrutto
All’appello mancano alcune borse che feci per regalare alle amiche e al tempo non fotografavo gli oggetti che facevo

Poi venne il tempo di un mercatino e allora in una settimana feci queste:

violaverdespirale rossa e  verde-
ups, pensavo avere altre fotine ma si persero per strada (meglio, regalai le borse come al mio solito!!)

Nel 2006 decisi di venire a Verona e chiesi alla nonna malefica se poteco prendere la macchina da cucire e lei mi disse
“No!! serve in casa per quei lavoretti, e poi è MIA!”
Mio padre che ha il cuore più grosso del portafoglio e mi aveva già comprato un pc nuovo (il mio vecchio gli serviva per “ciattare” con la nuova fidanzatina d’oltremare) mi disse
“alla toppe c’è una macchinetta da cucire in offerta! Andiamo a far la spesa e te la regalo”
Alla toppe c’era la pistolina che legge i prezzi e come al solito la prendiamo che fa molto giochino. Sparaflesciamo tutta la spesa, compresa la macchina da cucire, arriviamo alla cassa e consegnamo la pistoletta. La cassiera vedendo la macchina da cucire (e conoscendomi a vista da un sacco di anni) si mette a far battute sul cucito e roba varia. Sorridente ci consegna lo scontrino e il babbo paga col bancomatto.
Una volta fuori chiedo quanto sconto ci avevano fatto, avevo scalato dei punti come buoni spesa.
Vedo la cifra di tutta la spesa (che era grossa) 90 euro o giù di lì. La macchina costava più di 100, mi stupisco dello sconto che ci hanno fatto coi punti e gioiosa mi avvio in macchina. Nel tragitto verso casa controllo meglio lo scontrino…. E scopro che la pistola non aveva beccato la macchina da cucire.
Mio padre si fece una grossa risata e mi disse:
“Vedi, ti ho comprato la macchina da cucire!!”

La macchinetta mi resta fedele, e in memoria di quella povera che per vari anni restò sotto l’egemonia della malefica nonna la nuova si chiama Gingerina

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